Barbera (Prc): “No alla disneylandizzazione di Roma, preservare la sua identità storica, culturale e sociale”

“Esprimiamo profonda preoccupazione per la crescente “disneylandizzazione” della città di Roma, come denunciato dal reportage pubblicato nell’ultimo numero dell’inserto settimanale de Le Monde, citato oggi anche nelle pagine romane del Corriere.it.

La trasformazione del centro della Capitale in una sorta di parco tematico per turisti sta snaturando l’identità storica, culturale e sociale della città, sacrificando il benessere dei suoi abitanti sull’altare del profitto turistico.

L’Amministrazione guidata dal sindaco Roberto Gualtieri celebra, come rilevato dall’Ente Bilaterale del Turismo del Lazio, il raggiungimento di 51,4 milioni di presenze turistiche nel 2024, con 22,2 milioni di arrivi, segnando un incremento del 4,5% nelle presenze e del 5,63% negli arrivi rispetto all’anno precedente.

Tuttavia, non è tutto oro ciò che luccica in quanto questi numeri nascondono una realtà ben diversa e preoccupante.

L’aumento esponenziale del turismo ha contribuito alla gentrificazione di interi quartieri, con la trasformazione di abitazioni residenziali in strutture ricettive e l’espulsione delle classi popolari dai centri storici.

Il turismo di massa genera principalmente occupazione stagionale e mal remunerata, contribuendo alla diffusione del lavoro povero e senza tutele.

La speculazione immobiliare legata agli affitti turistici ha reso proibitivo l’accesso alla casa per molti romani, costretti a lasciare i quartieri storici a causa dell’impennata dei prezzi.

L’afflusso incontrollato di visitatori sovraccarica i trasporti pubblici, peggiora la viabilità e deteriora le infrastrutture urbane, compromettendo la qualità della vita dei residenti”.

E’ quanto dichiara Giovanni Barbera, membro della Direzione nazionale e co-Segretario della Federazione romana di Rifondazione Comunista.

È evidente – continua Barbera – che l’attuale politica dell’Amministrazione Gualtieri manca di una visione orientata a una città vivibile e sostenibile.

L’ossessione per i grandi eventi e per l’aumento indiscriminato dei flussi turistici non arricchisce i cittadini romani; al contrario, li impoverisce e li aliena dalla propria città.

Per questi motivi chiediamo un’inversione di rotta. E’ necessario implementare politiche che privilegino il turismo responsabile, tutelino le classi popolari e promuovano un modello di sviluppo economico equo e sostenibile.

Solo così Roma potrà preservare la sua anima autentica e garantire un futuro dignitoso ai suoi abitanti”.

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