Physical Address
304 North Cardinal St.
Dorchester Center, MA 02124
Physical Address
304 North Cardinal St.
Dorchester Center, MA 02124


di Enrico Chiavini –
Quando scoppiò la pandemia da corona virus la Regione Lazio dovette, per gestire in qualche modo questa terribile emergenza, avviare l’assunzione di migliaia di lavoratori da adibire all’azione di intervento sulla pandemia.
Tutto ciò reso ancora più inevitabile dallo stato quasi di collasso in cui versa il sistema sanitario regionale, in gran parte a causa della ormai storica carenza di personale – carenza che tende a crescere di anno in anno. Assunzione di personale però a tempo determinato.
Tempo determinato che terminava a fine settembre di questo anno. Dopo lunga e faticosa trattativa con le organizzazioni sindacali la Regione firmava un accordo che proroga questo rapporto di lavoro per tutto il 2023 e non per tutto il personale interessato, escludendo quello cosiddetto amministrativo, termine che, nei fatti , copre tutti quei lavoratori che pur non operando direttamente su terreno strettamente sanitario hanno in questi anni fornito sostegno e agevolato il lavoro direttamente sanitario.
Domanda che sorge spontanea : ma perché, davanti ad una situazione del sistema sanitario regionale ormai sull’orlo del collasso proprio per mancanza di personale, la regione non si è posta il problema di stabilizzare in via definitiva questo personale che in questi anni ha acquisito un’esperienza difficilmente immaginabile?
E che questa sia la situazione ce lo dicono i tempi biblici delle liste d’attesa o il vero e proprio collasso dei pronto soccorso. Situazione drammatica che spinge moltissimi lavoratori appena raggiunte le condizioni a fuggire da questo tipo di lavoro.
O si vuole continuare a spostare verso la sanità privata sempre più risorse, sia quella convenzionata, sia quella, per chi se lo può permettere, direttamente privata?
Per inciso, da calcoli fatti in sede certamente non di parte, risulta che la Regione Lazio abbia scavalcato anche la Lombardia nello squilibrio della spesa sanitaria a favore, ovviamente, della sanità privata.
O si vuole continuare a riempire buchi che esplodono ogni giorno ricorrendo ad appalti e subappalti verso più o meno fantasiose cooperative o addirittura, come sta ormai accadendo, a forme di lavoro interinale?
E tutto questo in un settore così delicato come quello della sanità?
Ecco, visto che fra qualche mese si voterà per il rinnovo del Consiglio Regionale e del Presidente della Regione non sarebbe il caso di abbandonare a sinistra questo surreale dibattito su questa o quella alleanza , su questo o quel nome fantasioso da proporre all’elettorato come nuovo Governatore e invece si partisse proprio da qui , dall’esigenza di costruire un programma che dia risposte a queste questioni drammaticamente materiali?
Che dica che la sinistra si batterà perché in un settore chiave come quello della sanità si costruisca una situazione di piena occupazione, una situazione in cui si diano risposte all’esigenze a volte drammatiche della popolazione e si cominci ad invertire a vantaggio del pubblico la spesa complessiva.