Viva la repubblica italiana nata dalla Resistenza

di Sergio Gentili –

Il 2 giugno del 1946, il popolo italiano fu chiamato a referendum per decidere se l’Italia dovesse essere una monarchia (regnante la famiglia Savoia, massimi artefici della consegna dell’Italia al barbaro Mussolini), oppure diventare una Repubblica, espressione della sovranità popolare rappresentata nel Parlamento.

Il popolo italiano scelse la Repubblica. La lotta, però, fu dura.

Le forze monarchiche erano ancora potenti ed avevano l’appoggio del papa Pio XII, del Vaticano e del clero italiano che influenzava il mondo contadino e la piccola e media borghesia, per la monarchia si schierarono anche le forze reazionarie e latifondiste, ovviamente, ci fu l’appoggio della monarchia inglese che aveva truppe in Italia.

Si schierarono per la Repubblica gli operai, i contadini, i lavoratori e gli intellettuali comunisti e socialisti, il ceto medio repubblicano e piccoli gruppi liberali.

La Democrazia cristiana, opportunisticamente, non si schierò dando libertà di voto.

Le forze monarchiche fecero del tutto per invalidare il voto del referendum che le vedeva perdenti. A Napoli gruppi di monarchici e di fascisti riciclati assaltarono la sede del PCI, ma furono respinti. Episodi analoghi si ebbero in varie parti del Mezzogiorno.

Le zone del Centro e del Nord d’Italia, dove si svolse la lotta partigiana contro gli invasori nazisti e i loro servi fascisti, votarono per la Repubblica.

Furono elezioni in cui il vento della Liberazione ancora soffiava, nonostante che gli anglo-americani occupanti, cominciarono a mettere sotto processo i partigiani perché partigiani, cioè avevano lottato e rischiato la vita nella lotta patriottica di liberazione nazionale dai nazifascisti.

La Repubblica fu una conquista della lotta democratica delle forze operai, contadine e democratiche.

In quel 2 giugno, la lotta antifascista e gli ideali dell’antifascismo portarono ad una prima e inestimabile conquista di civiltà: il voto alle donne.

Le donne per la prima volta poterono esprime il proprio volere politico. Fu il primo passo verso il rovesciamento del ruolo subalterno della donna, mentre la cultura fascista le aveva emarginate e discriminate, rinchiudendole nel ruolo di generatrici di figli o di corpi funzionali alle voglie maschili.

La conquista della Repubblica fu un passaggio fondamentale della rivoluzione democratica antifascista che l’Italia visse tra il 1943 e il 1947. Infatti, il 2 giugno si elesse anche l’Assemblea Costituente che elaborò ed approvò la Costituzione.

I Costituenti rappresentavano, nella stragrande maggioranza, gli ideali e le speranze che animarono la Resistenza e solo loro potevano scrivere la nostra straordinaria Costituzione e ai quali va la nostra gratitudine.

Viva la Repubblica, viva l’Antifascismo.

Ps. La signora Meloni se oggi può fare politica lo deve all’antifascismo, a cui dovrebbe essere riconoscente, perché se fosse per i suoi riferimenti culturali e politici, cioè i nostalgici del fascismo, starebbe certamente a casa o da qualche altra parte, ma non in Parlamento.

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